Info generali

  • 22/02/2021 - 31/03/2021
  • Comunicato dell'Assessore alla Cultura

Mai era successo che nel nostro paese e, anche in paesi limitrofi, un’amministrazione fosse riuscita ad organizzare ben 13 mostre annuali a “tema” che trattassero gli argomenti dolorosi e approfondissero temi vari riguardanti la Shoà. In dodici anni di mostre abbiamo cercato di offrire ai cittadini e agli studenti sia di Vedano che dei paesi limitrofi storie diverse che li aiutassero ad approfondire e comprendere una simile tragedia affinché quanto accaduto durante la Seconda guerra mondiale non debba più ripetersi. Mai come oggi questo tema assume un significato profondo e importante. L’odio e la paura per il diverso, stanno emergendo in modo irrazionale e, permettetemi di dire, anche con tanta ignoranza, perché ancora oggi tanti non sanno o non vogliono sapere. Il nostro compito è quello di continuare in questo percorso, continuare a far conoscere ai ragazzi quanto accaduto, continuare ad approfondire temi che riguardano l’odio razziale. Anche i miei studenti delle medie sono ben consci che esiste al mondo solo una razza ed è quella umana ed i signori che hanno il potere di parlare attraverso i potenti mezzi di comunicazione dovrebbero ben saperlo.

Circa 10 mila ragazzi delle scuole dell’obbligo e delle superiori hanno visitato le nostre mostre, tantissimi cittadini hanno ascoltato le testimonianze, che ci hanno fatto conoscere storie diverse fra loro ma con un comune denominatore: lo strazio di tanta gente innocente.

Le mostre che abbiamo allestito hanno avuto percorsi differenti e, chi ha avuto il piacere di visitarle, ha potuto cogliere tante storie diverse che ci hanno fatto riflettere.

La prima non si scorda mai: “La rosa Bianca”, poi come non ricordare quella dedicata a Giorgio Perlasca e ai Giusti, anche lì abbiamo imparato cose nuove grazie all’incontro con il figlio di Perlasca, Franco che ha testimoniato la forza e il coraggio del padre e, nella stessa serata abbiamo ascoltato la testimonianza di Nissim Contente la cui famiglia fu salvata e nascosta dal signor Bassi, di cui era presente la figlia, e, per questo, insignito dell’onorificenza dello stato d’Israele di “Giusto fra le nazioni”. Giorgio Perlasca nel giardino dello Yad Vashem ha un grosso ulivo che lo ricorda come Giusto fra le Nazioni. I “Giusti fra le Nazioni” sono i non ebrei che durante la Shoà rischiarono la vita per salvare ebrei.

È poi seguita la mostra su “Anna Frank” di cui tutti noi conosciamo la vita, in ricordo delle vittime ebree, abbiamo avuto come ospite il signor Emanuele Pacifici, figlio, ai tempi della Seconda guerra mondiale, del rabbino capo di Genova che, dopo aver messo in salvo i figli, ha sacrificato la sua vita per salvare tante vite di ebrei; il padre è morto con la moglie nel campo di concentramento di Auschwitz. Emanuele è morto a Roma nel 2009. Nel 2010 abbiamo ospitato la mostra: “Binario 21” il binario della morte che si trovava nei sotterranei della stazione centrale di Milano e da cui partivano i treni diretti ad Auschwitz, ora sede del Memoriale della Shoà; ospite Nedo Fiano che ha toccato il cuore delle persone presenti.

2011: “MAUS” la storia a fumetti per ricordare la vita di Vladeck Spiegelmann, ebreo polacco internato ad Auschwitz con la moglie, entrambi sopravvissuti, padre del famoso disegnatore Artie Spiegelmann che, con questo libro, ha vinto in America il premio Pulitzer. Questa mostra è stata un’anteprima mondiale e un grande successo per un’amministrazione così “piccola” come la nostra aver avuto il nulla osta da un famoso cartoonist come Artie Spiegelmann.

Ospite quell’anno Aldo Valerio Cacco, classe 1924, soldato dell'Esercito Italiano, fu deportato in Germania e internato nel lager III B di Fürstenberg in Turingia e poi in quello di Nordhausen. Grazie alla musica e al suo clarinetto, che ancora conserva, riuscì a sopravvivere e a ritornare a casa.

2012: “Disegna ciò che vedi” il racconto tramite una bimba Helga di quanto accadeva nel campo di concentramento di Terezin; quindi nel 2013 la mostra sulle leggi razziali introdotte in Italia, sulle persecuzioni degli ebrei in Italia, sui soldati ebrei di Mussolini: “Gli ebrei sotto il regno sabaudo”. Nel 2014 abbiamo avuto la mostra noleggiata dal memoriale della Shoà di Parigi: “Sport, sportivi e giochi olimpici nell’Europa in guerra” che, anche questa, ha creato tanta curiosità ed interesse nei ragazzi.

2015 “Educati alla guerra: nazionalismo e militarizzazione dell’infanzia nella prima metà del ‘900”.

Ormai la nostra esperienza ci ha portato a lavorare “in casa”, il nostro concittadino, Mimmo Fatigati, nel 2016 ha ideato e scritto la mostra “Fatti non foste a viver come bruti” partendo dalla storia di Primo Levi. Si vede che ci abbiamo preso gusto perché anche nel 2017 la mostra: “Fiabe all’ombra del camino”, non è stata noleggiata ma fatta ex novo grazie al lavoro dello storico professor Bienati e della giornalista del Corriere della Sera Silvia Turin che hanno realizzato un reportage, in occasione della Giornata della Memoria, sul Corriere della sera. Questa mostra è stata quindi graficamente impaginata dai ragazzi della quinta superiore dell’istituto statale Meroni di Lissone sotto la guida del professor Talarico. Nel 2018, sempre realizzata dal comune, abbiamo presentato la mostra “Auschwitz” con foto fatte dai fotografi dell’associazione vedanese “Rebelot” andati in visita al campo di sterminio e con l’aiuto di due “storici” vedanesi che molto conoscono su questo tema: Eneo Baborsky e Mimmo Fatigati. Nella piazza antistante il comune è stata allestita la “Piazza degli eroi di Cracovia”, con la riproduzione di sedie che ancora adesso in quella piazza ricordano la tragedia degli ebrei di Cracovia. Per questa realizzazione ringraziamo l’associazione “Sul filo dell’arte”, il centro anziani “Sandro Pertini” nelle persone di Vanda Pelli e Fiorina Biraghi e i ragazzi della scuola media “Giovanni XXIII” che sotto la supervisione della professoressa Mottadelli hanno realizzato una sedia. Nel 2019 le classi terze medie del nostro istituto hanno contribuito alla realizzazione e all’illustrazione ai visitatori, della mostra “A un passo da un mondo perfetto” tratta dal libro di Daniela Palumbo. Quest’anno purtroppo non possiamo offrire ai nostri concittadini e agli alunni nessuna nuova mostra “dal vivo” ma abbiamo realizzato “on line” tante iniziative che speriamo siano di vostro gradimento e soprattutto servano a farci comprendere che quanto accaduto potrebbe accadere di nuovo e che il nostro dovere è quello di trasmettere alle nuove generazioni il ricordo per far sì che nulla vada perso nella memoria della civiltà. Come non ricordare il grido disperato di Nedo Fiano alla fine del suo racconto: “MAI PIÙ!!! MAI PIÙ!!!”  

Concludo ringraziando tutte le persone che in questi 15 anni hanno fatto sì che tutto questo si potesse realizzare, dagli uffici comunali alle nostre preziose guide che per anni hanno illustrato queste mostre a circa diecimila ragazzi: Vittorio, Eneo, Mimmo, Pinuccia, Graziella e Patrizia che hanno svolto un lavoro prezioso e non vorrei dimenticare chi per primo ha dato luogo a questa tradizione il nostro Sindaco che 15 anni fa era Assessore alla Cultura.

 

Selene Dirupati

Assessore alla Cultura

ALLEGATO